Girone I Mondiali 2026: Squadre, Analisi e Pronostici

World Cup 2026 Group IIl girone I dei Mondiali 2026 è uno dei più attesi e discussi dell’intera competizione. Francia, Senegal, Norvegia e Iraq: sulla carta sembra quasi scontato, ma chi conosce il calcio internazionale sa che i gironi “semplici” non esistono, e questo in realtà non lo è per nulla. Analizziamo nel dettaglio il gruppo I dei Mondiali 2026, le dinamiche tattiche, i precedenti e le quote per capire chi passerà davvero il turno.

Girone I in sintesi: il girone della morte si chiama così per una ragione

Chiamatelo pure girone della morte dei Mondiali 2026: la Francia campione del mondo in carica al terzo torneo consecutivo da potenza assoluta, il Senegal campione d’Africa in cerca della consacrazione globale, e la Norvegia di Erling Haaland al suo primo Mondiale dal 1998. Tre squadre che, in un altro girone, avrebbero tutte i numeri per qualificarsi con relativa tranquillità. Qui invece si scontrano tra loro.

Il remake di Francia-Senegal ai Mondiali 2026 riporta alla memoria il clamoroso 1-0 senegalese del 2002, quando i Leoni della Teranga eliminarono i campioni in carica al primo turno. Stavolta i ruoli sono diversi – la Francia è ancora più forte – ma l’ingrediente narrativo rimane potentissimo. Nel mezzo, la Norvegia porta al Mondiale il miglior centravanti del pianeta in questo momento: Haaland è andato a segno 9 volte nelle ultime 5 gare di qualificazione, ma non ha mai giocato una fase finale. Gli occhi del mondo saranno su di lui.

Le partite del girone si disputeranno tra New York/New Jersey, Boston e Philadelphia – tre delle città più iconiche degli USA, con stadi da 60.000 posti abbondanti e un’atmosfera da grande evento che amplifica tutto. L’Iraq, vincitore del Playoff Intercontinentale 2 battendo la Bolivia, completa il quadro come quarta forza. Tre biglietti per due posti disponibili: la matematica è semplice, la realtà lo sarà molto meno.

Francia Mondiali 2026: analisi della squadra favorita

FranceLa Francia ai Mondiali 2026 arriva da una qualificazione europea dominante: 9 vittorie, 1 pareggio, 0 sconfitte, 29 gol segnati e solo 5 subiti nel girone di qualificazione. Il 4-0 sull’Azerbaigian, il 3-0 sull’Ucraina e la vittoria 2-1 sull’Islanda mostrano una squadra capace di controllare i ritmi e punire con precisione. Il 4-2-3-1 di Didier Deschamps è ormai rodato: pressing alto, transizioni veloci, qualità tecnica in ogni zona del campo.

Kylian Mbappé è il punto di riferimento offensivo – anche in questa stagione con il Real Madrid ha superato i 25 gol tra campionato e Champions League. Ma la vera forza della Francia è la profondità della rosa: Antoine Griezmann in zona trequarti, Aurélien Tchouaméni schermo davanti alla difesa, e una retroguardia con Dayot Upamecano e William Saliba che nei playoff europei ha concesso pochissimo. La nazionale transalpina ha chiuso la fase di qualificazione con la migliore difesa del gruppo, concedendo in media 0,56 reti a partita.

Forma recente (ultime 5 partite di qualificazione): Francia-Ucraina 4-0, Francia-Azerbaigian 3-0, Islanda-Francia 2-1 (vittoria in trasferta), Ucraina-Francia 0-2, Francia-Islanda 2-1. Bilancio: 5 vittorie su 5. La macchina di Deschamps è in marcia e non si ferma. L’unica incognita strutturale è la gestione delle energie su tre partite ravvicinate: la Francia tende a concedere di più quando è costretta a rincorrere. Per un approfondimento sulla stella dei Bleus, consulta la nostra scheda su Kylian Mbappé e quella sulla Francia ai Mondiali 2026.

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Senegal Mondiali 2026: i Leoni della Teranga cercano il grande salto

SenegalIl Senegal ai Mondiali 2026 si presenta da campione d’Africa in carica (AFCON 2021 e 2025) e con una qualificazione africana solida: 7 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte nel gruppo di qualificazione CAF, con 22 gol segnati. Il 5-0 al Sud Sudan, il 4-0 alla Mauritania e il 2-0 al Togo mostrano una squadra capace di sfondare contro le difese chiuse, ma le sconfitte contro la Repubblica Democratica del Congo (2-3) e i pareggi in situazioni di pressione rivelano una certa vulnerabilità nelle partite ad alta intensità contro avversari fisici.

Sadio Mané, 33 anni, arriva a questo Mondiale con la voglia di chiudere in bellezza una carriera leggendaria: ha segnato 4 gol nelle ultime 6 partite di qualificazione e rimane il leader tecnico e carismatico del gruppo. Al suo fianco, Ismaila Sarr garantisce imprevedibilità sulla fascia, mentre il giovane Lamine Camara è l’elemento di quantità e geometria a centrocampo. Fisicamente, il Senegal è una delle squadre più atletiche di questo Mondiale: intensità alta nel pressing, duelli aerei vinti in media nel 57% delle situazioni.

Il sistema tattico è un 4-3-3 o 4-2-3-1 a seconda dell’avversario, con un’impostazione che privilegia compattezza difensiva e ripartenze veloci sugli esterni. Il punto debole? La costruzione dal basso sotto pressione alta: contro squadre che pressano con aggressività come la Francia, il Senegal ha storicamente mostrato difficoltà nel primo passaggio. Il ricordo del 2002 e la voglia di replicare quell’impresa alimentano la motivazione del gruppo – ma la Francia 2026 non è la Francia 2002.

Norvegia Mondiali 2026: Haaland alla prima volta, ma attenzione a sottovalutare

NorwayLa Norvegia ai Mondiali 2026 è la sorpresa narrativa del torneo. Assente dalle fasi finali dal 1998 – quando aveva ancora un certo Tore André Flo – torna a fare capolino nel gotha calcistico mondiale grazie a una qualificazione europea memorabile: 7 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte nel girone, con l’exploit clamoroso del 4-1 sull’Italia a novembre 2025 come simbolo della sua crescita. La vittoria per 3-0 sulla Moldova, il 5-0 sull’Israele e il 4-0 sull’Estonia mostrano una macchina offensiva rodatissima.

Il nome è uno solo: Erling Haaland. Il centravanti del Manchester City ha realizzato 9 reti nelle ultime 5 partite di qualificazione, trascinando quasi da solo la squadra. Numeri da alieno: destro, sinistro, colpo di testa, posizione nel box, senso del gol – Haaland fa tutto. Ma la Norvegia non è solo lui: Martin Ødegaard è il cervello a centrocampo con la capacità di alzare i compagni e trovare gli spazi tra le linee, mentre Alexander Sørloth (al Villarreal) offre un’alternativa pesante nel reparto avanzato.

Il 4-3-3 di Ståle Solbakken sfrutta la verticalità e i duelli fisici: la Norvegia è la squadra più alta di questo girone in media (188 cm), e nei calci piazzati è letale. Il problema è la tenuta difensiva contro avversari tecnici in fase di possesso: il pareggio con la Moldova per 1-1 mostra che dietro qualcosa si concede. Tuttavia, questa è la prima volta di Haaland in un Mondiale, e l’effetto motivazionale è incalcolabile. Per saperne di più sul bomber norvegese, consulta la nostra scheda su Erling Haaland.

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Iraq Mondiali 2026: il vincitore del Playoff Intercontinentale 2

IraqL’Iraq accede ai Mondiali 2026 come vincitore del Playoff Intercontinentale 2, superando la Bolivia nella finale del 1° aprile 2026 con il punteggio di 2-1. Un risultato storico per la nazionale dei Leoni di Mesopotamia, che mancavano dalla fase finale del torneo dal 1986. Il percorso asiatico era già stato notevole: l’Iraq aveva disputato l’ultima fase della qualificazione asiatica con prestazioni altalenanti che li hanno piazzati al terzo posto, costringendoli ai playoff.

La squadra irachena si affida al 4-2-3-1 e a un collettivo di giocatori che militano principalmente nella lega locale e in quella saudita. Il centravanti Aymen Hussein è il riferimento offensivo con la maggior esperienza internazionale, mentre il centrocampista Amjed Attwan è il motore della fase di non possesso. Non è una squadra che può creare problemi strutturali alla Francia o al Senegal, ma l’Iraq ha dimostrato nel percorso di qualificazione una certa capacità di essere compatto difensivamente e di sfruttare i calci piazzati.

Realisticamente, l’Iraq si gioca la qualificazione contro sé stesso: se dovesse battere o pareggiare con una delle prime tre squadre in una giornata storta dell’avversario, potrebbe riaprire il girone. Ma i pronostici parlano chiaro: la quarta posizione è il destino più probabile.

Calendario del Girone I Mondiali 2026

Di seguito tutte le sei partite del girone I dei Mondiali 2026 con data, orario italiano (CEST), stadio e città.

Giornata Data Ora (CEST) Partita Stadio Città
Martedì 16 giugno 2026 21:00 Francia – Senegal New York New Jersey Stadium New York / New Jersey
Mercoledì 17 giugno 2026 00:00 Iraq – Norvegia Boston Stadium Boston
Lunedì 22 giugno 2026 23:00 Francia – Iraq Philadelphia Stadium Philadelphia
Martedì 23 giugno 2026 02:00 Norvegia – Senegal New York New Jersey Stadium New York / New Jersey
Venerdì 26 giugno 2026 21:00 Norvegia – Francia Boston Stadium Boston
Venerdì 26 giugno 2026 21:00 Senegal – Iraq Toronto Stadium Toronto

Orari in ora italiana (CEST – UTC+2). Le ultime due partite di ciascun girone si disputano in contemporanea. Il calendario è ufficiale secondo il sito Mondiali 2026 FIFA.

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Quote e pronostico del Girone I: chi passa il turno?

Le quote per il girone I dei Mondiali 2026 raccontano una storia abbastanza netta. I bookmaker non hanno dubbi su chi è favorito per vincere il gruppo, ma la lotta per il secondo posto è aperta – e le quote lo riflettono.

Squadra Quota vincente girone Note
Francia 1.40 Favorita assoluta
Norvegia 3.73 Seconda forza del girone
Senegal 8.95 In lotta per il 2° posto
Iraq 40.73 Outsider estremo

Quote soggette ad aggiornamento continuo da parte dei bookmaker. Verificare sempre le quote aggiornate prima di effettuare qualsiasi puntata. Data ultimo aggiornamento rilevato: giugno 2026.

Il nostro pronostico per il girone I dei Mondiali 2026 è il seguente: Francia prima, Norvegia seconda – ma con un margine di incertezza sul secondo posto maggiore di quanto le quote suggeriscano. Ecco perché.

La Francia a 1.40 è una quota corretta per una squadra che ha vinto 9 partite su 10 in qualificazione, che ha Mbappé in forma, Griezmann che a 35 anni è ancora decisivo nelle grandi partite, e una difesa che ha concesso la media più bassa del girone europeo. Prima nel girone è la previsione più solida.

Il nodo è il secondo posto. La Norvegia a 3.73 parte favorita su Senegal a 8.95, ma il confronto diretto Francia-Norvegia alla terza giornata potrebbe già decidere tutto: se la Norvegia dovesse perdere quel match e il Senegal battere l’Iraq, il girone si riaprirebbe. Il Senegal ha dimostrato di saper reagire sotto pressione, ma deve assolutamente fare risultato nel suo esordio contro la Francia, che sulla carta è quasi impossibile.

Il confronto chiave è Norvegia-Senegal alla seconda giornata (23 giugno, ore 02:00 CEST): chi vince ha un piede negli ottavi. L’Iraq è la variabile impazzita: una vittoria contro uno dei favoriti sarebbe storica, ma i dati non la supportano.

Pronostico finale: Francia 1ª, Norvegia 2ª. Senegal terza. Iraq quarto. Con un avvertimento: la partita Francia-Norvegia del 26 giugno potrebbe essere una delle più belle del girone e, se la Norvegia dovesse vincere, cambierebbe tutto. Per il quadro completo del torneo, consulta la nostra panoramica di tutti i gironi dei Mondiali 2026, le quote, i pronostici e l’hub Mondiali 2026.

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