Girone G Mondiali 2026: Squadre, Analisi e Pronostici

World Cup 2026 Group GIl girone G dei Mondiali 2026 è uno dei raggruppamenti più intriganti dell’intera manifestazione. Sulla carta sembra un gruppo a senso unico, con il Belgio nettamente favorito, ma l’analisi profonda racconta tutt’altra storia. I Diavoli Rossi di Rudi Garcia arrivano all’appuntamento come l’ennesima “ultima occasione” per una generazione che non ha mai vinto nonostante anni trascorsi al vertice del ranking FIFA. L’Egitto porta con sé il nome più pesante del torneo africano – Mohamed Salah – e una qualificazione dominante che va ben oltre il semplice apporto del suo capitano. L’Iran si presenta in un contesto extraterrestre: la partecipazione è stata confermata dal presidente FIFA Infantino nonostante le tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti ospitanti, rendendo ogni partita del Team Melli un evento che trascende il calcio.

La Nuova Zelanda degli All Whites torna ai Mondiali 2026 dopo sedici anni di assenza, terza presenza storica in assoluto. Le gare del gruppo g mondiali 2026 si disputeranno tra Seattle, Los Angeles e Vancouver – tre scenari continentali per una lotta che potrebbe restare aperta fino all’ultima giornata.

Belgio – Analisi: i Diavoli Rossi all’ultima chiamata

BelgiumIl Belgio al mondiale 2026 rappresenta uno dei casi più affascinanti del calcio contemporaneo: una nazionale che per anni ha guidato la classifica FIFA senza mai conquistare un titolo, e che arriva all’appuntamento nordamericano con la consapevolezza che il ciclo d’oro si sta chiudendo. Il commissario tecnico Rudi Garcia, in carica da marzo 2025, ha ereditato un gruppo in transizione: De Bruyne, Tielemans e Vertonghen viaggiano verso i 35 anni, mentre la nuova generazione non ha ancora raggiunto lo stesso peso specifico.

Nelle qualificazioni UEFA (Girone J), il Belgio ha chiuso al primo posto con 18 punti, cinque vittorie e tre pareggi, compresa la vittoria 4-2 in Galles nella penultima giornata e un netto 7-0 al Liechtenstein nell’ultima. Un cammino solido ma non sempre brillante: la Nations League 2024-25 li ha visti arrancare nel girone con Francia, Italia e Israele, salvandosi dalla retrocessione in Lega B solo grazie al computo delle reti negli scontri diretti.

Il sistema tattico di Garcia si articola su un 4-3-3 fluido, con De Bruyne libero di agire tra le linee. Kevin De Bruyne (Napoli) rimane il faro tecnico: il centrocampista classe 1991 è tornato in Italia dopo gli anni al Manchester City, ma i continui problemi fisici ne hanno limitato la continuità. Jeremy Doku, ala sinistra esplosiva, è probabilmente il più in forma della rosa grazie a una stagione brillante; Youri Tielemans (Aston Villa) è il metronomo del centrocampo, miglior marcatore belga nelle qualificazioni con 3 reti. Tra i pali il Belgio può contare su una concorrenza di alto livello: Thibaut Courtois (Real Madrid) è il titolare designato.

Forma recente (ultime 5 partite): V 6-0 Kazakhstan (set 2025), P 0-0 Macedonia del Nord (ott 2025), V 4-2 Galles (ott 2025), P 1-1 Kazakhstan (nov 2025), V 7-0 Liechtenstein (nov 2025). Il tallone d’Achille rimane la gestione dei momenti difficili: quando il Belgio subisce un gol, la reazione non è sempre immediata.

Egitto – Analisi: Salah e i Faraoni, qualcosa di più di un uomo solo

EgyptParlare dell’Egitto ai Mondiali 2026 significa inevitabilmente parlare di Mohamed Salah, ma ridurre l’analisi al solo capitano sarebbe un errore di prospettiva. I Faraoni hanno dominato il Gruppo A della qualificazione africana con 8 vittorie e 2 pareggi in 10 partite, realizzando 20 reti e subendone appena 2 – la migliore difesa di tutto il percorso AFC. Salah ha firmato 9 delle 20 reti, ma l’architettura difensiva costruita dal CT Hossam Hassan – leggenda vivente con 177 presenze in nazionale – racconta di una squadra strutturata.

Il modulo è un 4-3-3 che può evolvere nel 4-2-3-1, con Salah sulla fascia destra libero di accentrarsi, Omar Marmoush (Manchester City) attaccante di complemento dotato di velocità e senso del gol, e Trezeguet (non il David francese campione del 1998, ma il trequartista egiziano) come terza opzione offensiva. A centrocampo Zizo e Ashour gestiscono i ritmi. La difesa, con Hany, Rabia e Fathy, ha dimostrato grande solidità nelle qualificazioni.

Per la nazionale egiziana, quella ai Mondiali 2026 è la quarta partecipazione nella storia (dopo 1934, 1990 e 2018), e la prima volta in cui si presenta con un organico realmente competitivo a livello mondiale. L’obiettivo dichiarato è superare il primo turno – impresa mai riuscita nella loro storia. Nei gironi precedenti (Russia 2018) l’Egitto schierò Salah non al meglio della condizione e fu eliminato senza gloria.

La sfida d’esordio con il Belgio il 15 giugno è già cruciale: una vittoria dei Faraoni cambierebbe radicalmente i pronostici sull’intero girone. L’Egitto ha i mezzi per farcela, specialmente se Salah – che a Liverpool ha chiuso un’altra stagione da protagonista – sarà in forma ottimale. Per un approfondimento sulla stella egiziana, consulta la nostra scheda su Mohamed Salah.

 

Iran – Analisi: il Team Melli tra calcio e geopolitica

IranL’Iran ai Mondiali 2026 è la storia più complessa dell’intero torneo. La presenza della nazionale è stata confermata dal presidente FIFA Gianni Infantino – “L’Iran parteciperà sicuramente alla Coppa del Mondo 2026 e ovviamente giocherà negli Stati Uniti d’America” – ma il percorso di avvicinamento è stato tutt’altro che lineare. Le tensioni in Medio Oriente, esplose dopo le offensive contro Teheran nel febbraio 2026, hanno creato attriti diplomatici che hanno messo in dubbio la partecipazione fino all’ultimo. La federazione iraniana ha posto dieci condizioni alla FIFA, tra cui visti garantiti per tutti i giocatori, sicurezza elevata agli stadi e rispetto dell’inno nazionale.

Sul piano tecnico, l’Iran ha chiuso al primo posto il Gruppo A della terza fase asiatica, davanti a Uzbekistan, Emirati Arabi e Qatar, qualificandosi grazie al 2-2 contro l’Uzbekistan il 25 marzo 2025, con Mehdi Taremi autore della doppietta decisiva. Si tratta della settima partecipazione al Mondiale, la quarta consecutiva: una continuità che testimonia la solidità del movimento.

Il CT Amir Ghalenoei costruisce il 4-2-3-1 su compattezza e solidità difensiva piuttosto che su estro offensivo. Mehdi Taremi (Olympiakos), bomber di riferimento, e Saman Ghoddos (Brentford) sono i nomi più conosciuti in Europa. Ali Gholizadeh (Charleroi) agisce sulle ali. Il portiere Alireza Beiranvand rimane uno dei migliori dell’Asia. L’Iran non domina il possesso ma sa difendere con ordine e sfruttare le ripartenze – tattica che, contro avversari più tecnici, può produrre risultati insperati.

Il vero punto interrogativo rimane extrasportivo: lo stress logistico, i visti in bilico fino all’ultimo momento e il ritiro spostato più volte potrebbero avere un impatto sulla preparazione della squadra.

Nuova Zelanda – Analisi: gli All Whites al terzo capitolo mondiale

New ZealandLa Nuova Zelanda ai Mondiali 2026 torna sulla scena mondiale dopo sedici anni di assenza: è la terza partecipazione nella storia degli All Whites, dopo il 1982 in Spagna e il 2010 in Sudafrica. La qualificazione è arrivata nella finale oceanica contro la Nuova Caledonia, vinta 3-0 all’Eden Park di Auckland – reti di Boxall, Barbarouses e Just nella ripresa davanti a 25.000 spettatori.

Il commissario tecnico inglese Darren Bazeley, 53 anni, ha costruito un gruppo solido attorno a Chris Wood (Nottingham Forest): trentatreenne, capitano e miglior marcatore nella storia neozelandese con 48 reti in 95 presenze. Wood ha chiuso la qualificazione con 9 reti in 5 partite – un tasso realizzativo straordinario. Il suo gioco fisico, la capacità di tenere palla e il senso del gol lo rendono la principale minaccia degli All Whites. Ben Old (Saint-Étienne), centrocampista di 23 anni in crescita costante, è il secondo nome da segnare. Liberato Cacace, terzino sinistro con passaporto italiano cresciuto tra Spezia e Fenerbahçe, è il trait d’union tra Oceania ed Europa nella rosa neozelandese.

La Nuova Zelanda non ha mai superato il girone mondiale in nessuna delle sue partecipazioni: nel 2010 fu l’unica squadra del torneo a non perdere mai (tre pareggi, incluso l’1-1 con l’Italia), ma non bastò. L’allargamento del formato a 48 squadre, con il pass per gli ottavi più accessibile, trasforma quello che era un sogno in un obiettivo concreto. L’esordio contro l’Iran – la squadra più fragile psicologicamente del girone – è il momento-chiave: tre punti cambierebbero tutto.

Il sistema è un 4-4-2 pragmatico, con grande attenzione alla fase difensiva. La qualità tecnica media è inferiore alle altre tre del gruppo, ma gli All Whites compensano con intensità agonistica e un’organizzazione che raramente si sfalda. La vera fragilità è l’attacco oltre Wood: se il capitano non segna, le alternative creative scarseggiano.

Favoriti Mondiali

Calendario Girone G Mondiali 2026

Di seguito tutte le partite del gruppo G mondiali 2026 con orari in ora italiana CEST (UTC+2). Le trasferte tra Seattle, Los Angeles e Vancouver aggiungono un fattore fisico non trascurabile, soprattutto per le squadre di minore profondità di rosa.

Giornata Data Ora (CEST) Partita Stadio Città
Dom 15 giugno 2026 21:00 Belgio vs Egitto Lumen Field (Seattle Stadium) Seattle, USA
Lun 16 giugno 2026 03:00 Iran vs Nuova Zelanda SoFi Stadium (Los Angeles Stadium) Los Angeles, USA
Dom 21 giugno 2026 21:00 Belgio vs Iran SoFi Stadium (Los Angeles Stadium) Los Angeles, USA
Lun 22 giugno 2026 03:00 Nuova Zelanda vs Egitto BC Place Vancouver, Canada
Sab 27 giugno 2026 05:00 Egitto vs Iran Lumen Field (Seattle Stadium) Seattle, USA
Sab 27 giugno 2026 05:00 Nuova Zelanda vs Belgio BC Place Vancouver, Canada

Tutte le terze giornate si disputano in contemporanea. Gli orari indicati sono in ora italiana CEST (UTC+2). Verificare eventuali variazioni sul sito ufficiale FIFA.

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Quote e pronostico Girone G Mondiali 2026

Ecco le quote del girone G dei Mondiali 2026 rilevate dai principali bookmaker. Il Belgio è ampiamente favorito per il primo posto con quota 1.36, confermando il gap tecnico rispetto alle altre tre nazionali. L’Egitto a 5.48 è la principale candidata al secondo posto, mentre l’Iran a 6.97 rappresenta una quota interessante per chi crede nell’outsider. La Nuova Zelanda a 20.91 è la mina vagante.

Squadra Quota vincente girone Note
Belgio 1.36 Favorito assoluto
Egitto 5.48 Principale candidato al 2° posto
Iran 6.97 Outsider con incognite extrasportive
Nuova Zelanda 20.91 Debuttante, punta al 3° posto

⚠️ Le quote sono indicative e soggette a variazioni costanti presso i bookmaker. Verificare sempre le quote aggiornate prima di effettuare qualsiasi puntata. Quote rilevate alla data di pubblicazione.

Il nostro pronostico sul girone G dei Mondiali 2026 parte da una certezza e da una serie di domande aperte. Il Belgio chiuderà al primo posto: la qualità della rosa, il ranking FIFA (9° nel mondo al momento della compilazione), la profondità della panchina e il calendario favorevole – esordio contro l’Egitto, poi Iran e infine Nuova Zelanda – rendono improbabile qualsiasi altro scenario. I Diavoli Rossi concederanno qualcosa nelle fasi difensive, ma il talento offensivo farà la differenza.

Il secondo posto è molto più aperto. L’Egitto è la nostra scelta per qualificarsi come seconda: 20 gol nelle qualificazioni africane, una difesa imperforabile (2 reti subite in 10 partite), e soprattutto Salah che a questo Mondiale giocherà probabilmente la sua ultima Coppa del Mondo con la piena consapevolezza del momento. Il fattore psicologico conta. La chiave sarà Nuova Zelanda-Egitto (3ª giornata, Vancouver): con tre punti già in tasca contro Iran, i Faraoni potrebbero gestire la partita senza ansie eccessive.

L’Iran è la variabile più difficile da quantificare: tecnicamente è la terza forza del girone, ma le incertezze politico-diplomatiche, il ritiro anomalo e la pressione emotiva potrebbero limitarne il rendimento. O al contrario galvanizzarlo. La quota 6.97 per il primo posto è una tentazione per chi punta sugli scenari imprevedibili.

Chi passa il girone G dei Mondiali 2026? La nostra previsione: 1° Belgio, 2° Egitto. Con la possibilità non remota che Iran o Nuova Zelanda, in caso di exploit contro l’Egitto, si inseriscano nella corsa alle migliori terze classificate – il nuovo format del Mondiale a 48 squadre prevede il passaggio anche di alcuni terzi classificati. Per il quadro completo del torneo, consulta la nostra panoramica di tutti i gironi dei Mondiali 2026, le quote Mondiali 2026, i pronostici e l’hub Mondiali 2026.

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