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Roma-Liverpool finisce 4 a 2. Giallorossi generosi ma sono i Reds a volare in finale

La seconda semifinale di ritorno di Champions League vede la Roma battere il Liverpool all’Olimpico. Il 4-2 casalingo, però, non basta dopo il 5-2 di Anfield: passano quindi i Reds che volano in finale a Kiev dove affronteranno il Real Madrid il prossimo 26 maggio. Peccato, davvero un peccato per la Roma, soprattutto perchè l’impresa sembrava alla portata. Se a questo si aggiunge qualche svista arbitrale clamorosa ecco che il rammarico aumenta. Bisogna comunque fare i complimenti al Liverpool che dopo ben dieci anni torna a disputare una finale di Champions.

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VAN DIJK/MITCH GUNN/SHUTTERSTOCK

Le scelte dei due tecnici

Nella Roma, Eusebio Di Francesco sceglie di confermare l’assetto tattico e gran parte degli interpreti che hanno travolto per 4-1 il Chievo nel week end in campionato. In porta c’è Alisson, una certezza inamovibile e lo dimostra con una paratona di piede di puro istinto sulla conclusione ravvicinata di Manè. Nella linea difensiva a 4, sulla destra ritornava Florenzi dopo il riposo in Serie A. Con lui Manolas, Fazio e Kolarov. Panchina per Juan Jesus dopo la serata negativa dell’andata ad Anfield e il rosso in campionato. Nel 4-3-3, a centrocampo Strootman dopo la botta subita contro i Reds non è stato convocato. Spazio quindi a Pellegrini al posto dell’olandese con i soliti De Rossi e Nainggolan. In attacco Schick ed El Sharaawy sugli esterni a supporto dell’ariete Edin Dzeko.

Modulo speculare per Jurgen Klopp, che conferma praticamente tutti gli interpreti di Anfield. L’unico cambio è Wijnaldum al posto dell’infortunato Oxlade-Chamberlain. In porta Karius, difesa composta da Alexander-Arnold, Lovren, Van Dijk e Robertson. A centrocampo con l’olandese, il solito equilibratore e capitano Henderson e il veterano Milner, il miglior assist man del torneo con ben 9 assistenze. In attacco classico tridente stellare, da quasi 90 gol complessivi, con l’ex Mohamed Salah accompagnato da Firmino e Manè.

La partita: avvio buono ma è il Liverpool che segna prima

Avvio sprint della Roma che ci crede. Atteggiamento aggressivo e voglia di vincere sono le armi messe subito in campo dai giallorossi che vogliono conquistare la finale. Ma tutto questo entusiasmo iniziale viene infranto da Sadio Manè che al 9′ fa 1-0 per i Reds. Nainggolan sbaglia clamorosamente un semplice passaggio durante un giro palla difensivo e spalanca la strada a Firmino che avanza fino al limite dell’area di rigore, appoggia sulla sinistra sul senegalese che di sinistro fulmina Alisson. E’ la prima rete subita dalla Roma in una gara interna in questa Champions League e con questo parziale ai giallorossi servirebbero 4 gol per qualificarsi.

Un gol viene trovato quasi subito dalla Roma, perchè al 15′ è 1-1. Lovren spazza una sponda di testa di El Sharaawy centrando però il volto di Milner. Il pallone rimpalla verso la porta con un Karius impietrito che può solo guardare la sfera depositarsi in fondo alla rete. Le speranze dei giallorossi, tramortiti dal gol di Manè, ritornano vive e Di Fra cerca di rincuorare i suoi: l’impresa è ancora possibile.

Il Liverpool comunque, nonostante il gol subito, non smette di seguire la propria idea di calcio: giocare sempre e ad alta intensità. E infatti, dopo l’autorete di Milner, è ancora il Liverpool ad avvicinarsi ancora al gol. Prima sempre il solito Manè, in giornata di grazia, non trova la doppietta per merito di Alisson. Robertson sfonda sulla sinistra liberandosi agevolemente di Florenzi, poi la mette dietro a rimorchio per il senegalese che da dentro l’area piccola va di sinistro, ma si vede negare il gol dall’intervento del portierone giallorosso. Siamo al 25′ ed è soprattutto il preludio al raddoppio dei Reds. Wijnaldum, un minuto dopo, sfrutta una situazione in area di rigore dopo un calcio d’angolo e, su colpo di testa all’indietro di Dzeko, trova facilmente il gol. Il gol dell’olandese è una doccia fredda per la Roma che vede sempre più lontano l’obiettivo rimonta.

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MANE’/MITCH GUNN/SHUTTESTOCK

Ci si mette anche la sfortuna…

Il nuovo vantaggio dei Reds è una mazzata per il morale, ma il Liverpool è cinico e bravo a gestire il risultato dell’andata. Il miglior attacco della Champions League si conferma tale con due gol nei primi 26 minuti all’Olimpico. Mentre ci si mette anche la sfortuna a rendere più difficili le cose. El Sharaawy, dopo aver dribblato due avversari al limite dell’area, centra il palo dopo che il suo destro viene deviato da un difensore inglese. E’ il 35′ e la fortuna gira verso chi è davanti nel punteggio.

Dopo pochi minuti Firmino va in verticale per Salah che punta Fazio, ma l’argentino è bravo a frapporsi e a concedere solo il calcio d’angolo. Mentre al 42′ Florenzi, in area, tenta la conclusione in porta ma il suo destro si perde a lato. Questa è l’ultima emozione di un primo tempo che lascia più di qualche rimpianto in casa giallorossa visto che i due gol subiti potevano essere tranquillamente evitati.

Inizio secondo tempo, fuorigioco inesistente e rigore non dato

Il secondo tempo inizia con la Roma che spinge forte sull’acceleratore. Al 49′ Pellegrini, non in una serata memorabile, pesca in profondità Dzeko che salta Karius. Il bosniaco viene steso. Calcio di rigore? No, fuorigioco dell’attaccante che in realtà parte in posizione regolare. Un episodio che avrebbe potuto cambiare completamente la partita ma che, purtroppo per la Roma, era a gioco fermo secondo la terna arbitrale.

Edin Dzeko però, dopo un primo tempo abbastanza in ombra, decide che è il momento di dare la scossa. Nonostante il rigore non dato il bosniaco non si abbatte e si prende la squadra sulle spalle. Passano appena 3′ ed El Sharaawy è bravissimo ad involarsi sulla fascia approfittando di un’ingenuità di Alexander-Arnold che buca l’intervento. Entra in area di rigore, destro a giro e parata di Karius. Sulla respinta però arriva Dzeko che aggancia il pallone ed incrocia di destro: 2-2 e la Roma ritorna a crederci. Ottavo gol in questa Champions per l’attaccante, il quinto consecutivo dopo quello allo Shakhtar nel ritorno, i due al Barcellona tra andata e ritorno e quello di Anfield.

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DZEKO/SHUTTERSTOCK

Fallo di mano di Alexander-Arnold e doppio Nainggolan che non basta

Un minuto dopo il pareggio della Roma, Di Francesco sostituisce un appannato Pellegrini con Under, passando al 4-2-3-1 e con Schick dietro a Dzeko. La Roma, spinta anche dal suo pubblico, continua a crederci e al 62′ ha un’occasione clamorosa con El Sharaawy, che a botta sicura va di sinistro a pochi centrimenti dalla porta. Alexander-Arnold si immola e mette in calcio d’angolo, ma il suo intervento è chiaramente con la mano. L’arbitro Skomina però non vede l’infrazione del giovane terzino che, se fosse stato rigore, sarebbe dovuto essere espulso.

Da qui in poi, a parte qualche ripartenza del Liverpool che comunque non impensierisce Alisson, è un continuo assalto romanista. Non è un vero e proprio dominio sotto il profilo del gioco, ma c’è tanta voglia e soprattutto tanto cuore. Alla Roma e a Di Francesco non si può recriminare nulla anche perchè ci sono altri due gol giallorossi, entrambi di Nainggolan. Prima il belga, all’86′, trafigge Karius da fuori area con una staffilata che dopo dopo aver colpito il palo interno alla destra del portiere si deposita in rete. Poi al 92′, in pieno recupero, trasforma dal dal dischetto un calcio di rigore fischiato per fallo di mano del subentrato Klaven sul tocco di Under.

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NAINGGOLAN/SHUTTERSTOCK

Due gol che lasciano ancor di più l’amaro in bocca, non tanto per il risultato finale, quanto piuttosto per il 5-2 dell’andata che ha, di fatto, compromesso la qualificazione. Il finale all’Olimpico è 4-2, ma la Roma esce dalla Champions tra gli applausi dei suoi tifosi: in finale il 26 maggio ci va il Liverpool che se la vedrà con il Real Madrid.

 

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