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Inter in Champions grazie a quei 4 minuti che cambiano la storia

Non succede ma se succede. Ed è successo. Quattro minuti per il quarto posto. Quattro minuti per riscrivere la storia di questa stagione. E per dare tutta un’altra prospettiva alla prossima. La rimonta dell’Inter inizia al 33′ della ripresa, col glaciale Icardi dal dischetto dopo che De Vrij, proprio lui, lo stende in area di rigore. Al 36′ è già completa, con il colpo di testa di Vecino. E’ un fulmine improvviso in una gara che era stata a lungo sofferta. Pochi minuti prima sembrava impossibile, subito dopo la Champions è realtà. Dopo sei anni di assenza. Era l’obiettivo stagionale, in casa nerazzurra, ed è stato centrato. Era quasi una necessità, a livello di prestigio e di soldi. E non averla mancata ancora è un tremendo sollievo, come dimostrano le lacrime di Steven Zhang dopo il triplice fischio.

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VECINO/CRISTIANO BARNI/SHUTTERSTOCK

La stagione al cardiopalma

Sembrava essere scappata via, la coppa più ambita, in quei pochi minuti contro la Juventus, un ribaltone subito con tanta rabbia. Era tornata possibile e poi sembrava di nuovo scomparsa dopo la sconfitta col Sassuolo, con tanta incredulità. Era ricomparsa all’orizzonte dopo il pareggio della Lazio col Crotone, con tante grazie a Zenga. E nel corso dei 90′ all’Olimpico è sparita e si allontanata più volte. Rendendo l’aggancio ancora più liberatorio.

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PERISIC/BARNI/SHUTTERSTOCK

Quei quattro minuti di colpo hanno cancellato l’inverno terribile dell’Inter. I filotti di pareggi, le gare in cui non si trovava un gioco, le serate in cui Icardi, oggi capocannoniere (a parimerito con Immobile), non toccava più di una decina di palloni. Quei quattro minuti invece esaltano la ricerca continua di una soluzione tattica e di una forma da parte di Spalletti, che al primo colpo centra l’obiettivo fallito da molti. Premiano la voglia di un gruppo che non si è mai risparmiato o disunito, come successo in passato. Promuovono le mosse di mercato che hanno aggiunto elementi fondamentali come Skriniar, Cancelo, Rafinha.

Il futuro

Il quarto posto poi, per l’Inter, cambia le prospettive per il futuro: senza, sarebbe stato difficile far tornare i conti, nonostante in queste settimane si preferisse non parlarne. Con quei 40 milioni, e le prospettive europee, può essere possibile riscattare Rafinha, magari provarci anche per Cancelo, aggiungere un po’ di qualità alla rosa. E convincere Icardi che non è proprio il momento di andarsene, nonostante sia stato abbastanza enigmatico nell’immediato dopo gara. Quei quattro minuti possono aver cambiato tanto, anche per un futuro a lungo termine. Vincere all’Olimpico con la Lazio, in questo modo, dà alla società un’enorme possibilità di realizzare un progetto con basi solide che riconsegni l’Inter alla storia.

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ICARDI/SHUTTERSTOCK

In tanti sostengono che l’Inter dovesse qualificarsi per la Champions League e che la Lazio sia stata una sorpresa. Una percezione delle cose distorta dal nome delle squadre e la loro storia. L’Inter veniva da un settimo posto a 62 punti, la Lazio da un quinto a 70. L’Inter viene dal 2011 ad oggi da un, un , , , e un posto ma anche da un’interminabile serie di rivoluzioni societarie e debiti senza fine. I meriti sono di tanti. Ma il successo è merito soprattutto di Spalletti, il quale ha tenuto la barra dritta e non ha ceduto alle ambiguità di un ambiente friabile e isterico. Oggi l’Inter è di nuovo tra le grandi ma la vera svolta sarà restarci e tornare a costruire una squadra per vincere, non più per piazzarsi.

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