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Juventus, il ciclo è finito ed è tempo di rifondare

La Juventus mette il sigillo anche sulla coppa, aspetta soltanto di poter festeggiare il settimo scudetto. E chiude nel migliore dei modi una delle annate più difficili, grazie alla grande annata del Napoli che l’ha “costretta” a correre più del dovuto. Chiude probabilmente anche un ciclo, indipendentemente dal futuro di Allegri. E questo sarà l’argomento centrale di discussione fra Allegri e la dirigenza bianconera. Resta ora da vedere come intenderà muoversi la Juventus. Capire cosa la società metterà a disposizione della squadra per adempiere al motto “vincere è l’unica cosa che conta”.

Chi rimane, chi arriva e chi saluta…

Vincere non è mai banale, entrare nella storia è straordinario anche se la Juventus sa bene come continuare a farlo. Si richiede non solo qualità degli interpreti, ma soprattutto un grande impegno mentale (oltre che tecnico, fisico e tattico). Un cambiamento nello spogliatoio sarà necessario: Buffon non ci sarà più, Lichtsteiner (Borussia Dortumund o Monaco) e Asamoah (Inter) neanche. C’è da capire il futuro di Mandzukic e quello di Marchisio. Senza dimenticare che qualcuno potrà essere attratto dai pupilli bianconeri. La Juventus ha già le mani su molti giocatori (Spinazzola, Caldara, Emre Can per citarne alcuni). Molti altri piacciono (in primis Darmian ultimo in ordine di “arrivo” Bonaventura) ma ci vorrà un po’ più di tempo per ricostruire un gruppo vincente.

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ALLEGRI/BARNI/SHUTTERSTOCK

Allegri lo sa fare, ma sa anche quali sono gli snodi. E continuare a vincere non sarà scontato. Senza dimenticare che lo stesso Allegri per tutto quello che ha fatto non può che essere uno dei pezzi più ambiti in Europa. Ora si parla di Arsenal, in Inghilterra dicono sia il profilo perfetto (insieme a Luis Enrique). Dipenderà anche da quello che vorrà fare la Juventus, insieme a lui. In linea di massima non può esserci situazione migliore per i bianconeri e difficilmente si può trovare una società più strutturata della Juventus. Ma il calcio è anche opportunità e stimoli.

Allegri e Sarri destini incrociati?

Il destino potrebbe far anche incrociare di nuovo Allegri e Sarri. Sicuramente in serie A (ad oggi soluzione più probabile) ma chissà che per un serie di combinazioni non si verifichi in Inghilterra. Perché se Allegri è accostato alla panchina dell’Arsenal, Sarri è nelle mire del Chelsea. Il primo problema è paradossalmente Conte, che non ha intenzione di andare via da Londra prima di aver trovato una sistemazione di suo gradimento. Ma la cosa più importante potrebbe accadere fra poche ore: ovvero il fatidico incontro fra Sarri e De Laurentiis. La clausola tra poco scade e De Laurentiis la sua offerta l’ha fatta con un fisso che supera i 3 milioni di euro più un milione circa di bonus in caso di qualificazione in Champions League.

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SARRI/MEDIAPICTURES/SHUTTERSTOCK

L’offerta difficilmente è migliorabile e De Laurentiis, giustamente, vuole capire le intenzioni di Sarri, il quale, altrettanto legittimamente, vuole capire dal suo presidente che tipo di intenzioni ha riguardo la prossima stagione. Anche se a Napoli molti dovessero andarsene nessuno vieta di costruire comunque una squadra competitiva, mantenendo alta la qualità. Ecco perché è importante l’incontro. Di fronte a un progetto interessante (da valutare anche la “voglia” di Sarri di rimettersi in gioco) l’accordo ci sarà. Altrimenti ognuno per la sua strada con De Laurentiis che continuerà nel suo progetto di crescita e la sensazione è che se Sarri non dovesse rimanere il presidente voglia mantenere comunque alto il livello di esperienza in panchina.

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