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Jonas segna come Messi ma non va in Russia

Fare gol è il compito principale richiesto a ogni attaccante. A volte, tuttavia, svolgere questa funzione nel modo migliore non basta a raggiungere gli obiettivi prefissati. Lo sa bene Jonas, centravanti del Benfica, escluso dai convocati del Brasile per il Mondiale nonostante una stagione da urlo. Di certo non manca la concorrenza nel reparto offensivo della Seleçao. Ma il Ct Tite ha dovuto prendere una decisione davvero difficile nel lasciare a casa la punta delle Aquile. Probabilmente a pesare è stata l’età avanzata del giocatore, 34 anni compiuti ad aprile. Siamo da sempre abituati a pensare agli attaccanti verdeoro come cecchini infallibili. Ma negli ultimi anni il Brasile ha faticato non poco a trovare nuove macchine da gol, concentrandosi più su una nuova tipologia di centravanti, più eclettico e meno da area di rigore.

 

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JONAS/HERBERT KRATKY/SHUTTERSTOCK

Ecco perchè il commissario tecnico alla esperienza dell’ex Valencia ha preferito il talento di Gabriel Jesus. Oltre all’attaccante del City sono stati poi chiamati Neymar, Firmino, finalista di Champions con il suo Liverpool, lo juventino Douglas Costa e Taison. Quest’ultimo, anche lui non giovanissimo, è un esterno adattabile a prima punta e quindi non ha il senso del gol che gli scorre nelle vene. Solo due volte in carriera è andato in doppia cifra, ma è stato evidentemente convocato per la sua capacità di sfornare assist: 8 sono quelli che è riuscito a confezionare in questa stagione. Nulla a che vedere con quanto è riuscito a fare Jonas che, però, alla fine è rimasto con un pugno di mosche in mano.

Una stagione da urlo con il Benfica

L’attaccante con passaporto italiano infatti, oltre a servire 6 passaggi vincenti per i suoi compagni, ha realizzato soprattutto 34 centri in 30 presenze in Primeira Liga. In Europa nessuno è riuscito a segnare più di lui quest’anno, con il solo Messi capace di raggiungere la stessa cifra. I vari Salah, Kane e Ronaldo, infatti, sono tutti alle spalle. Tutti questi gol, però, non sono bastati nemmeno a conquistare la Scarpa d’Oro, finita nelle mani della Pulce – per la quinta volta in carriera – a causa del minore coefficiente di difficoltà assegnato al campionato portoghese.

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BENFICA/VLAD1988/SHUTTERSTOCK

Firmare più di una rete di media a partita non è servito neanche a trionfare con il proprio club. Il Benfica infatti, dopo quattro anni di dominio incontrastato, ha alzato bandiera bianca davanti allo straordinario campionato del Porto, trionfatore in patria per la 28^ volta nella sua storia. Tre obiettivi – il campionato portoghese, la Scarpa d’oro e il Mondiale – che Jonas è riuscito soltanto ad accarezzare. Ora invece dovrà accontentarsi di tifare la sua Nazionale dalla tv, ma non sarà l’unico escluso di lusso della prossima rassegna iridata.

Lista dei 23 alla mano, insomma, al Brasile manca l’attaccante con lo spirito del killer. Poi alla fine forse Tite e i suoi riusciranno comunque a portare a casa la Coppa del Mondo, ma è evidente che la stagione del bomber del Benfica meritava forse un finale migliore. Un viaggio mondiale, anche da riserva delle riserve, magari sacrificando qualcuno portato soltanto per fare numero. E invece no, un’altra beffa per Jonas. Che qualora avesse voluto utilizzare il suo secondo passaporto si sarebbe comunque trovato di fronte a un paio di problemi. Il primo è che le nove presenze con la maglia del Brasile gli avrebbero comunque impedito di giocare con un’altra nazionale. Il secondo è che la sua altra nazionalità, quella italiana, non gli avrebbe comunque permesso di prendere il volo per la Russia vista la mancata qualificazione degli azzurri.

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