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In Europa League l’Atletico è Real

In Europa League è un’altra storia. Non ci sono i cugini vestiti di bianco che ogni volta cancellano i sogni sul più bello. In Europa League si fa festa. In Europa League il Real sono loro, quelli dell’Atletico. Terza vittoria in nove anni, seconda Europa League per il Cholo Simeone, dopo quella del 2012. L’attesa del Marsiglia, che ha vinto l’ultima coppa nel 1993, continua.

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SIMEONE/KIVNL/SHUTTERSTOCK

La doppietta di Griezmann, che nel 2016 perse due finali in un mese, piega presto le resistenze dei francesi. La firma del capitano Gabi sul 3-0 e l’ingresso del Niño Torres sono il giusto tributo a un gruppo che ha recitato sempre, dal 2012, un ruolo da protagonista nel calcio europeo. La partita non è certo combattuta fino all’ultimo, del resto anche i pronostici della vigilia erano a senso unico. Vince il cholismo.

Vantaggio Griezmann e Payet costretto ad uscire

La tenebre sul Marsiglia calano fra il 21′ e il 31′ del primo tempo, dopo una partenza convincente. L’Atletico non aveva ancora avuto un’occasione credibile quando Anguissa gli regala quella fatale. Il centrocampista cerca di stoppare un rinvio di Mandanda sulla sua trequarti. Perde il pallone e Gabi ne approfitta trasformandolo immediatamente in assist per Griezmann. E il francese a sua volta lo trasforma in gol. Solito balletto di festeggiamento e “colchoneros” in vantaggio. Ora la faccenda per il Marsiglia si fa dura.

Europa League, trionfa l’Atletico Madrid

PAYET/BERTRAND/SHUTTERSTOCK

Ancora più dura se perdi il tuo capitano e miglior giocatore. Payet si ferma al minuto 31 per un problema muscolare, esce fra le lacrime e consolato da tutti, compagni e avversari. Il capitano dell’OM dopo pochi minuti aveva messo in porta Germain che però non aveva finalizzato. Ma l’errore l’aveva commesso prima. All’ingresso in campo aveva toccato la coppa: gli addetti ai lavori sostengono che non si debba fare, porta sventure calcistiche.

Ancora Grizou e via alla festa con Gabi che fa 3-0

Si riparte con il secondo tempo. E alle tenebre si aggiunge anche la pioggia. I tifosi marsigliesi a Lione, rumorosissimi prima del match, pian piano si zittiscono. Quelli biancorossi, invece, si esaltano guardando ancora ballare il loro centravanti francese (potrebbe essere l’ultima volta, il Barça incombe). Passano appena 4 minuti dal riposo quando Griezmann fa 2-0 scavalcando il portiere francese in uscita con un tocco sotto. E’ la degna conclusione di un’azione che parte con la pressione classica “cholista”. Continua con un tocco d’esterno di Koke e un gran controllo del francese. L’Atletico dimostra di essere non solo grinta e cuore, ma anche tanta qualità.

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GRIEZMANSTIAN BERTRAND/SHUTTERSTOCK

Rudi Garcia prova a rimettere la gara in piedi con Njie e Mitroglou. Ma in realtà dopo i primi venti minuti di gara l’OM non riesce mai a creare qualche grattacapo ai madrileni. Simeone, che all’inizio sembrava un leone in gabbia nel box in cui è chiuso per la squalifica, quasi si rilassa. Ci pensa però Mitrolglou a svegliarlo prendendo un palo clamoroso all’81’ con un colpo di testa sul quale Oblak non avrebbe potuto nulla. Ma quando Gabi azzecca il diagonale, all’89′, il Cholo ha già imboccato le scale che lo portano in campo. Per festeggiare.

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